NEW RELEASES

Sarah Songhorian
Etica e scienze cognitive
2020, Carocci, Roma


I giudizi morali – quei giudizi che riguardano la liceità o illiceità di un’azione, il suo essere lodevole o biasimevole, la sua bontà o giustizia – costituiscono un aspetto essenziale della nostra esistenza quotidiana e danno vita ad alcune delle dispute centrali dell’etica. Scopo del libro è mostrare in che modo le ricerche empiriche contemporanee possano informare, sostenere o contribuire al rifiuto di alcune nostre concezioni filosofiche. Analizzare i giudizi morali è, quindi, utile non solo al fine di comprenderne la natura, ma anche perché offre una chiave di lettura ottimale delle sfide che le scienze cognitive pongono oggi ai quesiti tradizionali della filosofia morale, aiutandoci così a trovare una guida ragionata ai nostri atteggiamenti etici.


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Roberto Mordacci
Ritorno a Utopia
2020, Laterza, Roma-Bari

Di utopia, oggi, abbiamo urgente bisogno. Di fronte alle contorsioni folli dell’attuale assetto del mondo occorre riscoprire la profondissima ragionevolezza del pensiero utopico, il suo realismo, la sua concretezza. Un percorso attraverso il pensiero utopico moderno e contemporaneo, da Thomas More a Zygmunt Bauman. L’utopia è il non-luogo ideale che vede realizzata una società diversa, più equa e più vivibile. L’età contemporanea sembra averla ormai relegata nei territori della fantasia, in quanto pura astrazione e irrealizzabile chimera. Che fine ha fatto l’utopia oggi? Ne abbiamo ancora bisogno? In questo libro Roberto Mordacci ripercorre la storia delle utopie moderne, dagli albori alle più recenti declinazioni contemporanee: l’Utopia di Thomas More, La Città del sole di Tommaso Campanella, La Nuova Atlantide di Francesco Bacone, gli utopismi di Charles Fourier e Pierre-Joseph Proudhon, le eterotopie di Michel Foucault e le utopie liberali di John Rawls, sino alla retrotopia di Zygmunt Bauman. Ma cosa spinge l’autore a delineare un affresco completo delle più importanti utopie moderne? È la necessità, oggi, di ritrovare la capacità tipicamente moderna di pensare il futuro come un’opportunità per il cambiamento. Superata l’illusione che il progresso si produca automaticamente, per un destino o per una necessità storica o tecnologica, resta il compito di immaginare strutture e relazioni sociali che siano meno ingiuste, meno autodistruttive, più vivibili, anche se non perfette. 
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A cura di Maria Russo
La speranza oggi. Benny Lévy, Jean-Paul Sartre. Le interviste del 1980.
Mimesis 2019


 In queste interviste, condotte dal segretario personale Benny Lévy, Sartre ripercorre alcuni degli snodi critici del suo pensiero. Tra questi, il rapporto tra angoscia e speranza, il ripensamento critico della sinistra, l’avventura come compagno di strada del Partito Comunista, il rapporto tra Fraternità e Terrore presentato nella Critica della ragione dialettica e la possibilità di concepire un’etica esistenzialista. Si tratta di un testo che ha suscitato un vero e proprio scandalo tra gli amici e i colleghi di Sartre, alimentato dal fatto che venne pubblicato a poche settimane dalla sua morte. Le interviste dovevano costituire una prima bozza per una nuova morale, che Sartre aveva promesso fin dalle pagine finali de L’essere e il nulla. Siamo nel 1980: per Sartre la sinistra è morta ed è necessario riscoprire il suo principio fondante, un principio che ora non è storico o dialettico, bensì morale, per poter, ancora una volta, avere speranza nei confronti del futuro.

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Francesca Pongiglione
I diritti umani nel dibattito etico contemporaneo
2019, Carocci, Roma


Sono trascorsi settant'anni anni dalla proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani eppure attorno a essi è ancora molto acceso un dibattito in cui più voci continuano a esprimere scetticismo e a metterne in dubbio l’esistenza. I diritti umani, infatti, non sono leggi, né sono stati pensati per doverlo diventare: talvolta hanno ispirato le norme giuridiche, ma la loro validità si estende al di là di esse. Inoltre, spesso non sembra chiaro a chi spettino i doveri implicati dai diritti umani né quale sia l’estensione di tali doveri, e anche questa forma di indeterminatezza ha suscitato accese critiche. Il volume prende avvio da un’analisi storico-filosofica della Dichiarazione e del modo in cui essa venne concepita e scritta, analizzando le radici profondamente morali dei diritti umani stessi. Nel seguito si afferma l’esistenza dei diritti umani come norme in primo luogo morali, e se ne mostra l’efficacia; si indagano i doveri da essi generati per determinare a chi spettino e con quali limiti. Infine, passando dalla teoria alla prassi, si analizza il caso delle migrazioni, un fenomeno di portata globale che riguarda la protezione dei diritti umani di chi è costretto ad abbandonare il proprio paese di origine alla ricerca di quella ospitalità che con sempre crescente fatica viene concessa dagli altri Stati. 

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Maria Russo
Per un Esistenzialismo Critico
2018, Mimesis, Milano-Udine

Questo libro recupera i testi pubblicati postumi di Jean-Paul Sartre dove si può rintracciare il progetto di una morale dell’autenticità. Si tratta principalmente dei Taccuini della strana guerra (1939), dei Quaderni per una morale (1947-1948) e di Verità e esistenza (1948). In questi testi Sartre cerca di mantenere la promessa con cui si concludeva l’Essere e il Nulla, ossia quella di sviluppare un’etica esistenzialista basata su una libertà e su una responsabilità assolute. Il filosofo francese propone contemporaneamente una filosofia morale e una filosofia della storia, sottolineando la necessità di un’etica che possa uscire dalle dinamiche relazionali infernali e dai circoli viziosi della violenza e dell’oppressione che hanno da sempre caratterizzato la storia umana. Nonostante l’incompiutezza del progetto, è possibile ricostruire dove stesse andando il pensiero di Sartre; di più, oggi, si può andare anche oltre lo stesso autore, per indirizzarci verso una teoria normativa in grado di inserirsi nel dibattito attuale. Abbiamo chiamato questa bozza “Esistenzialismo Critico”.