13/11/21

La normatività oltre il potere

Con questo volume di Rainer Forst, la voce di maggior rilievo internazionale del centro Normative Orders della Goethe Universität di Francoforte sul Meno, la nostra collana Studi europei presso l’editore Mimesis giunge alla terza uscita. 
Non è un caso che ci si muova ancora, dopo il volume di Alessandro Volpe, Le ragioni dell’Europa, dedicato a Habermas, nell’orizzonte della teoria critica e della filosofia sociale normativa. Questa prospettiva ci sembra, infatti, capace di intercettare da un lato l’effettiva condizione del mondo contemporaneo e le sfide che esso presenta, dall’altro la necessità di un punto di vista critico e propositivo che non si riduca a una ricerca meramente prescrittiva, ma che rintracci la normatività nelle relazioni reali. 

In tal senso, l’indagine svolta da Forst sulla natura del potere, che egli definisce “noumenica” senza per questo ridurne la concretezza, costituisce un contributo fondamentale alla comprensione delle relazioni normative entro i quadri sociali effettivi. Le relazioni si strutturano precisamente in base al potere, ma quest’ultimo ha una valenza essenzialmente costruttiva nella misura in cui si svolge entro rapporti di giustificazione. Gli esseri umani sono esseri giustificanti, argomenta Forst, e questo significa che la sorgente del loro potere è precisamente la capacità di offrire e accogliere giustificazioni ragionevoli. Ogni rinuncia a questa dinamica è, di fatto e nel tempo, una rinuncia al potere reale, una fuga in un potere caduco e immaginario. L’ordine della giustificazione, ovvero delle ragioni che ci porgiamo reciprocamente, è un ordine sociale che ha dinamiche proprie ma che contiene una duplice regola, quella della reciprocità e universalità, che consente di giudicare della legittimità delle pretese di potere. Gli ordini sociali costruiti su giustificazioni fasulle e su logiche di dominio possono essere efficaci, possono imporsi, ma sono soggette a una critica radicale: il diritto alla giustificazione è elementare e fondamentale, ed è più concretamente relazionale delle pretese di validità del semplice agire comunicativo. Così, Forst porta un passo avanti la prospettiva già esplorata da Habermas e la inserisce nel dibattito internazionale circa la dialettica di normatività e potere. 

Il testo, accuratamente e fluidamente tradotto da Stefano Pinzan, è preceduto da una nuova prefazione dell’autore, la collaborazione con il quale si è fatta più stretta nel tempo, e da un’importante introduzione di Alessandro Volpe. Quel che ci auguriamo è che la proposta teorica di Forst susciti anche in Italia una discussione attiva e che metta in evidenza la vivacità e la rilevanza della filosofia europea.

Roberto Mordacci, Direttore IRCECP e Preside Facoltà di Filosofia, Università Vita-Salute San Raffaele

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