08/04/21

Lo schiaffo di Erdogan alle donne e la responsabilità di Charles Michel

È del tutto evidente che la sedia mancante per Ursula von der Leyen all'incontro con Erdogan è una precisa scelta mediatica. 

In un Paese che è appena uscito dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza e gli abusi sulle donne, lasciare la donna Presidente della Commissione Europea prima in piedi e poi a distanza su un divano significa celebrare la validità di un trattamento di inferiorità riservato al genere femminile. 

Significa altresì disprezzare l'Europa e i suoi valori, fra cui essenziale è la parità di genere, sbeffeggiata in mondovisione senza che nemmeno Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo, abbia avuto da ridire: la nota successiva di quest'ultimo, che critica l'accaduto, è del tutto irrilevante, perché in questi frangenti il tempismo è tutto. Michel ha di fatto accettato la discriminazione orchestrata da Erdogan e l'ha benedetta sedendosi comodamente nella poltrona che avrebbe dovuto lasciare a von der Leyen, anzitutto per rispetto e poi per sottolineare che l'Europa non accetta simili soprusi. E invece, si è accomodato senza nessun commento. Il minimo che si possa fare è che si chiedano le dimissioni di un Presidente così poco pronto a cogliere il kairos, il tempo in cui è necessario dimostrare chi si è. Charles Michel non rappresenta l'Europa che vogliamo. 

07/04/21

L'Europa ha bisogno di un proprio modello di digitalizzazione (di Julian Nida-Rümelin)

Julian Nida-Rümelin 
Articolo apparso su Tagesspiegel il 24.03.2021. Traduzione di Alessandro Volpe

L'UE ha la soluzione in mano. La più grande economia del mondo, insieme agli Stati Uniti, ha le capacità digitali e il potere economico per sviluppare un programma di trasformazione digitale che può stabilire degli standard e dare agli Stati membri europei una spinta all'innovazione, di cui questa regione del mondo afflitta dalla pandemia ha disperatamente bisogno. Se i segnali non ingannano, l'Unione Europea è sulla soglia di una nuova fase della politica digitale. 

Il tempo delle belle dichiarazioni, delle buone intenzioni e dei lodevoli sentimenti umanisti sta finendo e comincia la fase dell'attuazione pratica. Le dichiarazioni parlano di intelligenza artificiale centrata sull'uomo, di infrastrutture digitali, ma anche della trasformazione digitale a beneficio di tutti, mettendo le persone al primo posto. Questo traccerà un percorso europeo che segna un'alternativa sia al modello della Silicon Valley guidato dal commercio che alla strategia di digitalizzazione controllata dallo Stato cinese. Tuttavia, perché questo percorso prenda una forma concreta, ci sono una serie di questioni da affrontare e azioni da intraprendere.