13/11/21

La normatività oltre il potere

Con questo volume di Rainer Forst, la voce di maggior rilievo internazionale del centro Normative Orders della Goethe Universität di Francoforte sul Meno, la nostra collana Studi europei presso l’editore Mimesis giunge alla terza uscita. 
Non è un caso che ci si muova ancora, dopo il volume di Alessandro Volpe, Le ragioni dell’Europa, dedicato a Habermas, nell’orizzonte della teoria critica e della filosofia sociale normativa. Questa prospettiva ci sembra, infatti, capace di intercettare da un lato l’effettiva condizione del mondo contemporaneo e le sfide che esso presenta, dall’altro la necessità di un punto di vista critico e propositivo che non si riduca a una ricerca meramente prescrittiva, ma che rintracci la normatività nelle relazioni reali. 

In tal senso, l’indagine svolta da Forst sulla natura del potere, che egli definisce “noumenica” senza per questo ridurne la concretezza, costituisce un contributo fondamentale alla comprensione delle relazioni normative entro i quadri sociali effettivi. Le relazioni si strutturano precisamente in base al potere, ma quest’ultimo ha una valenza essenzialmente costruttiva nella misura in cui si svolge entro rapporti di giustificazione.

04/11/21

Filosofia tra generazioni: IRCECP collabora con UALZ

Siamo lieti di annunciare una collaborazione, Filosofia tra generazioni, con l'UALZ (https://ualz.org/), a partire da questo anno accademico 2021/2022. 

Alcuni membri del board IRCECP presenteranno delle lezioni nell'ambito del corso UALZ di filosofia pratica, affrontando alcuni temi filosofici del presente: dalla neuroetica all'utopia, dalla disobbedienza civile all'antropologia economica.

Le lezioni saranno online e vedranno la partecipazione degli iscritti UALZ, con la possibilità - per chi avesse interesse - di partecipazione sotto richiesta (ircecp@unisr.it) per utenti esterni.

Referenti progetto: Alessandro Volpe (IRCECP) e Mauro Musazzi (UALZ).

Il progetto è nell'ambito della Terza Missione del nostro centro di ricerca.

Di seguito il programma 2021-2022 del corso "Capire il presente":

07/10/21

Ci mancherai, Salvatore

Salvatore Veca aveva la capacità rara di saper cogliere, nella tecnicità dei dibattiti filosofici, gli elementi più vicini alla sensibilità morale. La sua visione della giustizia restituisce forza al movente originario del desiderio di giustizia entro un perimetro di ragionamento rigoroso e sempre aggiornato. Era una persona capace di ascolto come pochissimi altri. Devo a lui di aver potuto pubblicare con Feltrinelli il mio primo libro importante. Porto con me questa frase da "La bellezza e gli oppressi", dove oppone con garbo e con chiarezza due idee di utopia: quella della società perfetta e quella di un'utopia ragionevole. Penso che contenga la sostanza della sua concezione della giustizia. 

"L'utopia ragionevole richiede di perseguire un equilibrio difficile e probabilmente instabile fra gli elementi dell'eguaglianza morale e impersonale e gli elementi della motivazione individuale e personale. Si osservi: se accettiamo questa prospettiva, riconosciamo che ciò che è giusto deve essere possibile, anche se è importante aggiungere una clausola: la nostra comprensione di ciò che è possibile può essere almeno in parte alterata, modificata e modellata da dimostrazioni a proposito di ciò che è giusto" (La bellezza e gli oppressi, p. 119). 

Ci mancherai, Salvatore. 


Roberto Mordacci, Direttore IRCECP e Preside Facoltà di Filosofia, Università Vita-Salute San Raffaele

06/10/21

Prossima uscita collana Studi europei: "Normatività e potere", di Rainer Forst

Siamo molto lieti di annunciare l'uscita dell'edizione italiana di "Normatività e potere. Per l'analisi degli ordini sociali di giustificazione", a cura di Alessandro Volpe e con traduzione di Stefano Pinzan. Postfazione di Roberto Mordacci.


Gli esseri umani sono esseri giustificanti: offrono, chiedono ed esigono giustificazioni. Le norme e le istituzioni che seguono si basano su narrazioni di giustificazione storicamente date che, nel loro insieme, costituiscono un ordine normativo, dinamico e ricco di tensioni. Superando l’alternativa tra teorie “ideali” e teorie “realiste”, Rainer Forst dimostra in questo libro come i concetti di normatività e potere siano strettamente correlati: il potere si basa, infatti, sulla capacità di influenzare, determinare ed eventualmente restringere lo spazio delle giustificazioni. Una teoria critica della giustificazione deve quindi porre in analisi le relazioni di potere in termini di giustificazioni, e da lì riflettere sulla loro validità. Tra filosofia, storia e scienze sociali, Forst rivaluta le teorie della giustizia, così come quelle del potere, fornendo gli strumenti per un nuovo approccio di teoria critica, come teoria critica della giustificazione. 

27/09/21

Dopo Merkel, una doppia utopia per la Germania (e per l'Europa)

di ROBERTO MORDACCI e ALESSANDRO VOLPE

Le elezioni tedesche stanno diventando, per importanza e per la loro implicita posta in gioco (specie per l'Italia), delle elezioni americane "in piccolo", di livello continentale. La tornata elettorale appena conclusa desta in queste ore partecipazione, interesse e, se si vuole, una preoccupazione più viva che in passato. E' senz'altro questa la prima considerazione da fare per inquadrarle, complice anche il fatto che si chiude una stagione, o per meglio dire, un'era: quella merkeliana.

Intanto, occorre un bilancio sull'operato della Cancelliera. Angela Merkel ha praticato una forma coraggiosa di pragmatismo - non riducibile a mera Realpolitik - e ha saputo cogliere alcune delle sfide ineludibili di questi 16 anni (la svolta sul nucleare, la crisi siriana, l'allontanamento - pur dopo la dolorosa e fallimentare gestione della crisi greca - dal rigore assoluto finanziario). Tuttavia, non si può dire che la Germania abbia svolto in questi anni un ruolo di traino dell'Europa verso ciò che lo scenario geopolitico e le ripetute crisi economiche e sanitarie richiedono da tempo. L'egemonia tedesca non è stata una leadership e, anzi, l'atteggiamento verso la Grecia e i paesi meno "virtuosi" ha nutrito per anni la propaganda anti-europea dei partiti e dei movimenti nazionalisti, di fatto creando - per contrasto - il fenomeno del sovranismo. Al tempo stesso, non era necessario attendere la crisi afghana per comprendere che l'alleanza strategica con gli Stati Uniti - certo mai in discussione - va completamente ridisegnata e che, come oggi tutti i commentatori riconoscono, non è più rimandabile una politica estera comune e la creazione di una forza di intervento europea. Queste sfide potevano essere colte già dall'era Obama e si sono clamorosamente palesate con Trump e consolidate con Biden. Il silenzio su questo tema geopolitico fondamentale ha pesato molto sulla percezione di una certa irrilevanza dell'Europa nel mondo, accentuando - invece che affrontando - la tendenza alla dispersione degli Stati europei sui differenti scenari globali. 

La normatività oltre il potere