23/09/20

Europa anni '20: incontri online IRCECP/Casa della Cultura

Siamo lieti di annunciare il programma di Europa anni '20, a cura di Francesca Pongiglione (UniSR, IRCECP) e in collaborazione con la Casa della Cultura di Milano.

Si parte martedì prossimo 29 settembre, ore 17-19, con il prof. Alberto Martinelli.

30/07/20

L'Europa e il climate change: il 10 settembre a Cesano Maderno

Siamo lieti di annunciare e diffondere il programma della giornata di studi L'Europa e il climate change, a cura del nostro centro di ricerca, che si terrà il 10 settembre presso Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno (MB).

IMPORTANTE: Chi è interessato a partecipare in remoto via Teams può scrivere a ircecp@unisr.it per ricevere il link di accesso.


15/07/20

In libreria il volume "Per un nuovo umanesimo cosmopolitico" di Julian Nida-Rümelin


Siamo molto lieti di annunciare l'uscita del volume Per un nuovo umanesimo cosmopolitico di Julian Nida-Rümelin (Mimesis), a cura di Greta Favara e con la postfazione di Giovanni Battista De Marta.

Il volume è frutto della serie di lezioni tenute da Nida-Rümelin per la Cattedra Rotelli 2019 presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e raccoglie anche degli interventi, in dialogo con l'autore, di numerosi membri del nostro team: Yeelen Badona Monteiro, Roberta De Monticelli, Marco di Feo, Greta Favara, Giuseppe Girgenti, Mario Marotta, Roberto Mordacci, Alfredo Tomasetta, Francesco Valagussa, Alessandro Volpe.

Oltre che nelle librerie, si può ordinare il libro dal sito della casa editrice, su AmazonIBS, e su altri siti di e-commerce.

01/06/20

Regolarizzare gli immigrati in tempi di Coronavirus

L’occasione persa per l’Italia e il modello portoghese 

DI YEELEN BADONA MONTEIRO* 

Fonte: coisp.it
Il 27 marzo il governo portoghese ha annunciato la decisione di garantire diritti di cittadinanza a tutti gli immigrati irregolari, regolarizzando in questo modo quanti in possesso di domande pendenti al 18 marzo, giorno in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza nel paese. La decisione si rivolge anche ai richiedenti asilo. Si tratta di una misura temporanea, la cui validità si estenderà fino al 30 giugno 2020. Le richieste inoltrate alla data di messa in vigore del provvedimento non decadono. Gli sportelli del Servizio Stranieri e Frontiere (Serviço de Estrangeiros e Fronteiras - SEF) dovendo chiudere in ottemperanza alle misure di contenimento dell’epidemia da Coronavirus, riapriranno i battenti il 1° luglio e riprenderanno i processi avviati in precedenza. Pertanto, fino a quel momento il documento di domanda oppure il documento di appuntamento presso il servizio competente fungerà da autorizzazione temporanea, dando accesso a tutti i servizi pubblici, tra cui il Servizio Sanitario Nazionale e le prestazioni di sostegno sociale. I documenti permettono inoltre di poter apporre la firma a contratti di locazione e contratti di lavoro, oppure stipulare l’apertura di un conto bancario.

26/05/20

Epidemia da Agamben: che cosa ha detto (e cosa chiedersi)

DI ALESSANDRO VOLPE*

Tutto è cominciato con un intervento, apparso su Il manifesto, dal titolo eloquente L’invenzione di una epidemia, del 26 febbraio. Presa di posizione piuttosto in voga all'inizio della crisi ("inizio" si fa per dire – il virus era tra noi da ben prima), nel clima di festoso negazionismo che univa gran parte dell'opinione pubblica, dal #milanononsiferma alle sacrosante denunce dell’irrazionale paura nei confronti della comunità cinese in Italia.

In questo articolo, Agamben stigmatizza le prime misure d’emergenza come “frenetiche, irrazionali e del tutto immotivate [...] per una supposta epidemia dovuta al virus corona”. Da qui, il segnale d’allarme dell’utilizzo dello stato d'eccezione “come paradigma normale di governo [...] al quale l’epidemia offre ancora una volta il pretesto ideale” e preparato attraverso il panico collettivo indotto dagli stessi governi “che ora intervengono per soddisfarlo”.
Da questo momento, gli articoli di Agamben sembrano diffondersi, tra le nicchie dei lettori e non solo, alla stessa velocità del virus.

L’11 marzo, nell’intervento Contagio, Agamben rincara la dose, paragonando “le recenti disposizioni” a quelle sul terrorismo dei primi anni 2000: come le prime “trasformano di fatto ogni individuo in un potenziale untore”, quest’ultime “consideravano di fatto e di diritto ogni cittadino come un terrorista in potenza”.
Con le misure d'emergenza, per università e scuole è arrivato il momento che “si chiudano una buona volta" e che si smetta "di riunirsi e di parlare per ragioni politiche o culturali".  

08/05/20

Global cities: outposts of a truly democratic and transnational forum

We are pleased to host the following contribution by Davide Zanoni:

The role of urban landscape in the aftermath of pandemic war

BY DAVIDE ZANONI*

The breakout of COVID-19 has exposed the limits of the European integration process, not only with regards to the impasse in the management of the economic consequences of the epidemiological crisis but, first and foremost, for the national governments’ incapacity to share sensitive information and mimic the best policies and practices, already implemented around the world, to prevent such a virulent attack to collective health. 

There has been, indeed, an every-man-for-himself kind of attitude: while Italian national lockdown was already effective (Italy was the first Western State to witness such a severe outbreak), other countries still hesitated to implement restrictions, wasting precious time. 
On the contrary, South Korea took severe measures to flatten the contamination curve since the beginning applying an innovative testing strategy. But despite appearing to be the key – for its successful response – to tackle the current health crisis, no other government seemed ready or convinced to replicate Korean policies. 

06/05/20

La debolezza delle Regioni

Perché senza unità nazionale non c'è nemmeno Europa

DI PAOLO POLIZZI* E ALESSANDRO VOLPE**

Tra le numerose “patologie pregresse” che hanno reso ancora più drammatico il travaglio italiano nell’emergenza Coronavirus c’è senz’altro l’irrisolto conflitto tra locale e nazionale, regioni e Stato. Un conflitto che, di fatto e de iure, non è nemmeno istituzionalizzato all’interno di un concordato ed equo sistema federale, ma grossolanamente gestito in una perpetua concorrenza di competenze. Non solo il decentramento in materia sanitaria, ma anche il sistema delle ordinanze, hanno mostrato le loro intrinseche fragilità a fronte della pandemia. Il plateale ribellismo delle regioni a cui abbiamo assistito nella transizione verso la fase 2, specialmente quelle a trazione Lega, non è poi che l’ennesimo e evidente segnale della natura essenzialmente politica e, per di più, particolaristica dell’autonomismo regionale in Italia. 

Il problema è che in pericolo, prima ancora dello Stato in quanto tale, è l’idea stessa di Repubblica e di solidarietà nazionale. Fatte salve rare e inascoltate eccezioni, l’ideologia autonomista, in Italia, ha da sempre una configurazione ferocemente antistatale e anticooperativa –– associata all’immancabile retorica contro Roma (elemento simbolicamente non di poco conto, se non per il fatto che Cavour stesso la immaginava come l’unica città in grado di bilanciare le diversità tra Nord e Sud del Paese) –– pur subendo nel corso del tempo una serie di “normalizzazioni” politiche che ne hanno mitigato,  apparentemente, soltanto i toni.